La patologia generale è una scienza multidisciplinare, finalizzata all’individuazione:

  • degli agenti eziologici responsabili della comparsa delle manifestazioni patologiche;
  • dei meccanismi patogenetici da essi innescati per alterare lo stato di salute;
  • dei meccanismi con cui l’organismo reagisce a qualsiasi insulto che interferisca con la sua integrità.

Per tali ragioni la patologia generale è stata definita la scienza che si occupa del come e delperché avviene il turbamento della salute. Essa mira a comprendere i meccanismi molecolari e cellulari che sono alla base della comparsa della malattia.

Il fine ultimo della medicina e delle branche affini è quello di mantenere l’uomo nello stato di salute, prevenendo la comparsa delle alterazioni di questa condizione o, nel caso in cui ciò avvenga, individuando le cause che provocano il danno ed i sintomi che ne derivano, in modo da formulare la diagnosi ed attuare la terapia adeguata che riporti alla condizione originaria di normalità.

La salute non rappresenta una condizione statica di benessere fisico e psichico, in quanto oscilla continuamente in conseguenza di sollecitazioni provenienti sia dall’ambiente esterno (es. variazioni della temperatura e dell’umidità) che dall’interno dello stesso organismo (es. emozioni di vario tipo). Non è dunque esatto asserire che cattiva salute è sinonimo di malattia e che buona salute è assenza di malattia. La sofferenza che interviene in un soggetto sano in seguito ad una cinetosi (mal da trasporto), come per esempio il mal di mare, priva lo stesso della sensazione di benessere, tipica dello stato di salute, ma non lo trasforma in malato.

L’interpretazione del fenomeno “stato fisiologico di salute”venne affrontata per la prima volta dal grande fisiologo francese Claude Bernard (1813 – 1878). Egli affermò il concetto che la vita si svolge in quanto l’organismo di tutti gli esseri viventi ha la possibilità di adattare la funzione dei suoi organi e sistemi a stimolazioni perturbanti di varia natura, in modo da riuscire a mantenere costante, nell’ambito di confini rigidamente ristretti, la composizione del proprio ambiente interno (milieu intérieur). Questo concetto, che riguardava l’organismo nel suo insieme, venne successivamente applicato anche alle singole cellule.

Negli anni venti del XX secolo il pensiero di C. Bernard venne sintetizzato sotto il termine di omeostasi, cioè l’insieme dei meccanismi messi in atto da ogni essere vivente per mantenere costante la sua composizione, sia sotto l’aspetto quantitativo che funzionale. Alcuni esempi sono i meccanismi che presiedono al mantenimento dell’equilibrio acido – base ed a quello idroelettrolitico, i meccanismi di termoregolazione, ecc.. La condizione di normalità è stata conseguentemente intesa come la risultante di un fine equilibrio (omeostatico) di tutta una serie di processi fisici, chimici e molecolari.

Il possesso della salute costituisce un requisito biologico che consente all’uomo di vivere con disinvoltura nel proprio ambiente, in quanto lo rende capace di ristabilire con rapidità la condizione fisiologica ogni qual volta essa subisce sollecitazioni di contenuta intensità provenienti sia dall’esterno che dall’interno dell’organismo.

Sotto il termine di adattamento si intende la capacità che hanno le cellule di modulare alcune loro funzioni in occasione di eventi perturbanti di vario tipo e persistenti nel tempo, in modo da raggiungere una condizione di equilibrio diversa da quella originaria, ma sufficiente a consentire il mantenimento dello stato di salute. Un esempio di adattamento è dato da coloro che abitano in alta montagna, i quali “si adattano” alla più bassa concentrazione di ossigeno nell’aria producendo un maggior numero di globuli rossi ed incrementando la ventilazione polmonare, con la conseguenza che la quantità di O2 veicolata dal sangue non si discosta da quella presente negli individui che vivono ad altitudini in cui la pressione atmosferica è di 760 mmHg (pressione atmosferica a livello del mare). Col suddetto meccanismo l’organismo è capace di fare migliore uso della minore quantità di O2 che ha a sua disposizione. L’adattamento si verifica, però, solo in caso di perturbamento di lieve entità della condizione omeostatica. Quando la perturbazione è di maggiore entità, il ristabilimento della condizione originaria avviene con maggiore lentezza e l’organismo mette in atto tutta una serie di fenomeni reattivi che contrastano l’azione dell’agente perturbante. Durante il periodo di tempo in cui si verifica la reazione allo stimolo si ha la malattia, mentre la guarigione si ottiene quando l’agente perturbante viene neutralizzato o eliminato, col ripristino della condizione omeostatica originaria. Contro tale modo di vedere le cose, ormai universalmente accettato, ha cozzato la diffusa opinione che lo stato di salute si identifica con la sensazione soggettiva di benessere fisico e psichico.

La medicina preventiva ha per finalità l’individuazione di persone che si sentono in perfetto stato di salute pur essendo affette da una qualche condizione patologica. Essa si serve di esami periodici, nel corso dei quali all’indagine clinica si affianca l’esecuzione di diverse prove di laboratorio utili per la verifica di tutta una serie di parametri che, nel loro insieme, rappresentano una verifica obiettiva della reale esistenza di benessere psico-fisico. Lo stato di salute di una popolazione riflette lo stato di salute dei singoli individui da cui è costituita.

Nella Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è inclusa una definizione della salute, nella quale sono indicati alcuni requisiti fondamentali per la felicità e l’armonia dei rapporti e per la sicurezza dei popoli.

«La salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale completo e non l’assenza di malattia.

Il godimento dello standard di salute più elevato che si possa conseguire è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzione di razza, di religione, opinione politica, condizione economica o sociale.
La salute di tutti i popoli è fondamentale per il conseguimento della pace e della sicurezza e dipende dalla massima collaborazione tra individui e Stati.
I successi conseguiti da qualunque Stato nella promozione e nella protezione della salute sono importanti per tutti.
Un differente grado di sviluppo nei vari Paesi per quanto concerne la promozione della salute ed il controllo della malattia, in particolare delle malattie trasmissibili, rappresenta un pericolo comune.
Uno sviluppo sano del bambino è d’importanza basilare; la capacità di vivere in armonia in un ambiente in trasformazione è essenziale a tale sviluppo.
L’estensione a tutti dei benefici derivati dalle conoscenze mediche, psicologiche e da quelle ad esse connesse è essenziale per il pieno conseguimento della salute. L’opinione informata e la cooperazione attiva da parte del pubblico sono della massima importanza per il miglioramento della salute della popolazione.
I governi sono responsabili della salute dei rispettivi popoli ed a tale responsabilità possono rispondere solo tramite la predisposizione di misure sanitarie adeguate».

Fonte di riferimento: G.M. Pontieri – M.A. Russo – L. Frati, Patologia generale, Piccin, Padova 2010

2. Eziologia e Patogenesi